Supervisione e supporto psicologico per mediatori interculturali e operatori del settore migrazione

Chi lavora nella mediazione interculturale, nei centri di accoglienza e nei servizi dedicati ai minori stranieri non accompagnati si confronta quotidianamente con situazioni di forte intensità emotiva: vulnerabilità multiple, casi complessi, e talvolta anche fallimenti che pesano a lungo, come nel mio caso una donna vittima di tratta che ho seguito per anni senza riuscire a proteggerla del tutto, pur con il supporto volontario, seppur intermittente, di avvocati e altri operatori del territorio, in quanto il sistema attuale non le permetteva di entrare in centri specializzati, primariamente perché lei stessa non voleva ammettere di essere vittima, anche a causa dei maltrattamenti dei suoi datori di lavoro, che la mantenevano sfiduciata verso qualsiasi forma di aiuto istituzionale o dei suoi concittadini.
Senza una protezione concreta da quella condizione di sfruttamento, nessun intervento individuale, per quanto costante, sarebbe stato sufficiente a farla uscire.
A questo si aggiunge, nella maggior parte dei casi, uno scarso coordinamento tra le istituzioni con cui ci si interfaccia, che aumenta il carico di lavoro e la frustrazione quotidiana.
A oggi non esiste, in molte realtà territoriali, una struttura dedicata alla tutela della salute mentale di chi opera in questo settore che sia liberamente e facilmente accessibile. Il rischio di burnout è alto, e quando si manifesta danneggia non solo l’operatore, ma anche la qualità del supporto offerto alle persone migranti e, di conseguenza, la comunità che le accoglie.
Si propone quindi l’introduzione, a livello regionale, di gruppi di supervisione periodica per mediatori e operatori del settore, affiancati da uno sportello psicologico dedicato e accessibile, e da una rete di mutuo supporto tra professionisti dei diversi territori pugliesi. L’obiettivo è prevenire il burnout, migliorare la continuità e la qualità del lavoro svolto, e riconoscere il peso emotivo di una professione che lavora ogni giorno per il bene della comunità, spesso senza alcuna tutela.
Valentina Sarno

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