Salute

I dati epidemiologici regionali della popolazione migrante confermano il fenomeno noto in letteratura come “effetto migrante sano” (healthy migrant effect). Al momento dell’arrivo, la popolazione migrante — prevalentemente giovane e selezionata alla partenza — presenta uno stato di salute globalmente migliore o sovrapponibile a quello della popolazione nativa.

Tuttavia, questo vantaggio biologico tende a esaurirsi rapidamente (spesso entro pochi anni dal soggiorno) a causa del cosiddetto “effetto logoramento”, strettamente correlato alle condizioni di vita, di lavoro e alle barriere di accesso ai servizi sanitari nel paese ospitante.

Le rilevazioni condotte da enti di monitoraggio epidemiologico e l’attività sul campo di organizzazioni del terzo settore, riportano una particolare esposizione a fragilità psicopatologiche e socio-sanitarie, determinate dal vissuto traumatico della migrazione (violenza, conflitti, aggressioni, sfruttamento, detenzione) e/o dalla condizione di vita e lavorativa (precarietà abitativa, malnutrizione, stress psico-fisico, scarsità igienica).

Nei contesti urbani e nei migranti di lungo corso si osserva un incremento di malattie metaboliche (diabete di tipo 2), patologie cardiovascolari (ipertensione arteriosa), patologie correlate al lavoro quali disturbi muscolo-scheletrici (lombalgie, discopatie, artromialgie da sovraccarico funzionale), patologie dermatologiche e respiratorie, traumi e infortuni sul lavoro, spesso non denunciati per paura di ritorsioni o per mancanza di regolare contratto.

Una significativa emergenza è rappresentata dall’aumento esponenziale de disturbi della sfera psichica, come il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) legato ai traumi subiti durante il viaggio migratorio (violenze, detenzione) o le sindromi ansiose e depressive, alimentate dal senso di sradicamento, dall’isolamento sociale, dalle aspettative deluse e dal ricatto occupazionale del caporalato.

Nonostante la Puglia sia storicamente riconosciuta tra le regioni italiane con la legislazione più avanzata e attenta all’inclusione sanitaria dei migranti, persistono ancora ostacoli strutturali nell’accesso reale alle cure quali: la scarsa conoscenza dei propri diritti e del funzionamento del SSR,  il timore di venire segnalati alle forze dell’ordine, le difficoltà linguistiche, la tendenza a minimizzare i problemi di salute, una diversa concezione culturale della malattia, della cura e del corpo, così come l’insufficienza di figure professionali  di supporto specifico nelle strutture sanitarie (es. mediatori culturali, personale medico adeguatamente formato, ecc.)

L’istituzione dei codici STP (Straniero Temporaneamente Presente) e ENI (Europeo Non Iscritto) garantisce formalmente le cure urgenti ed essenziali. Tuttavia, l’assenza del medico di medicina generale per i non regolarizzati sposta l’intera domanda di salute sui Pronti Soccorso o sulle reti di assistenza del privato sociale (ambulatori etnici e cliniche mobili), frammentando la presa in carico.

OBIETTIVI

Migliorare la qualità, la vivibilità, il carattere e la sostenibilità dello spazio pubblico
Promuovere la mobilità dolce, incentivando la creazione di aree pedonali e percorsi ciclabili sicuri ed accessibili
Favorire la multifunzionalità dello spazio pubblico come luogo di socializzazione, co-creazione e attivazione

OBIETTIVI
PROGRAMMATICI

1. Miglioramento della qualità dello spazio pubblico, in particolare nelle aree di recente espansione urbana e periferiche;

2. Definizione di strategie che consentano usi variegati e temporanei degli spazi pubblici da parte di diversi utenti in distinti momenti dell’anno, della settimana, del giorno;

3. Individuazione di caratteristiche tipo ideali per gli spazi pubblici a seconda del carattere, degli utilizzi degli stessi e dei contesti in cui sono inseriti (materialità, illuminazione, arredi, vegetazione);

4. Analisi della percezione degli spazi pubblici esistenti (sicurezza, comfort climatico, amabilità), anche attraverso l’uso di sensori e dispositivi tecnologici;
5. Adozione di principi di inclusività in relazione all’accessibilità universale ed alla parità di genere nella progettazione e riqualificazione di spazi pubblici;

6. Individuazione di tipologie di spazi ed attrezzature da dedicare allo sport da realizzarsi in ambito urbano e periurbano;

7. Definizione di interventi che consentano la mitigazione dell’impatto degli elementi detrattori presenti nel contesto urbano;

8. Definizione di interventi necessari per migliorare la sicurezza dei pedoni (isole pedonali, aree 30, traffic calming)
9. Definizione di interventi necessari per una maggiore sicurezza e diffusione della mobilità dolce;

10. Definizione di interventi utili a promuovere la mobilità elettrica (verificando il tipo e l’ubicazione delle infrastrutture necessarie allo scopo);

11. Coordinamento su scala di area vasta della mobilità extraurbana (ciclopedonale – bike sharing intercomunale, trasporto pubblico).

PROGETTI
PILOTA

1. Riqualificazione ed attivazione dell’area mercatale*

2. Pedonalizzazione di Via C. Menotti*

3. Strategia di attivazione del centro storico

4. Progetto dedicato allo sport

* flagship project
Piani/progetti in corso/realizzati inerenti:
DPP – Documento Programmatico Preliminare al PUG
DPRU – Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana
Atlante di comunità
Piano per la mobilità sostenibile
PEBA – Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche
Partecipa al piano!